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A tutta la comunità educante e al territorio,

 

Desidero esprimere, con questa lettera di commiato, il sincero rammarico di lasciare questa bellissima scuola. Una scelta sofferta e difficile, ma per me, lungimirante ed imprescindibile. Per spiegarla, ove mai ce ne fosse la necessità, userei le parole di una donna, il cui libro accompagna da un po’ di anni il mio percorso di vita: “I figli diventano uomini e donne prima che ci sia stato concesso di fermarli una sera al ascoltare, ad ascoltarci…, Anne Bacus – Lindroth, come tutte noi madri, avverte la velocità del tempo e la precarietà di un ruolo che ci sfugge proprio nel momento in cui sembriamo sentirci a posto con noi stesse”.

In questi pochi mesi di dirigenza ho potuto apprezzare _ in tutte le situazioni che ho dovuto affrontare _ lo spirito di abnegazione e di partecipazione della comunità̀ tutta che mi ha sempre  accompagnato in questo mio delicato percorso in qualità di leader educativo.

Il mio ringraziamento va alle associazioni che a vario titolo operano sul territorio e che si sono sempre dimostrate attente, in modo dinamico ed operativo, alle varie problematiche che la dirigenza di una scuola porta con sé.

L’esperienza di questi mesi, seppur nella sua brevità, ha contribuito a dare un’ulteriore spinta alla mia crescita professionale e personale, una crescita che mi sarà di aiuto anche per le mie prossime esperienze future.

Il mio grazie è anzitutto rivolto a tutto il corpo docente, sempre attento alle problematiche e solerte nella loro risoluzione; esso ha sempre dimostrato grande capacità nel lavoro di tutti i giorni ma soprattutto nella complessità delle situazioni che insieme abbiamo dovuto affrontare, situazioni che sempre hanno richiesto una sinergia di forze che mai si è fatta attendere. Un corpo docente che ha dimostrato, oltre che le proprie competenze, anche una grande e profonda umanità. Grazie per la vostra prossimità, il vostro calore, la vostra “gentilezza a casaccio e i vostri atti di bellezza privi di senso ”.

Mi spiace non aver potuto raccogliere i frutti di quel poco che tanto faticosamente, ma con grande spirito di abnegazione e di amore ho seminato in questi mesi. Questo è il mio più profondo rammarico. Solo quando stavo per lasciare il mio ruolo, ho cominciato a sentire nell’aria “l’impronta” _ di cui sono orgogliosa_ che stavo dando e che avrei continuato a dare a questa bellissima comunità scolastica. Spero che quel poco che ho seminato non cada nell’oblio ma venga valorizzato per il bene delle giovani generazioni che saranno i cittadini del domani.

Desidero in particolare ringraziare i docenti collaboratori, il prof. Cafarelli, e la maestra Scapino, che sono stati al mio fianco in modo efficace ed efficiente e che sono stati per me, un imprescindibile aiuto e una irrinunciabile guida; il supporto della  maestra Turletti, referente del plesso dell’infanzia, per aver messo a disposizione della scuola le sue competenze e la sua lunga esperienza, il tutto accompagnato da una delicatezza e un inguaribile entusiasmo per il lavoro svolto con tutti i bambini.

Il mio grazie va a tutto lo staff della dirigenza che silenziosamente e con maturata esperienza, con motivazione e competenza, a vario titolo ha portato avanti la progettualità della scuola contribuendo in modo decisivo alla crescita e al successo formativo degli studenti.

Un ringraziamento particolare non esclude il personale scolastico tutto, dal Direttore dei servizi generali e amministrativi, la sig.ra Giovina Ciampi, per la fattiva collaborazione dimostrata in ogni situazione, soprattutto nelle occasioni più impegnative e complesse, al personale amministrativo che ha dimostrato grande professionalità, competenza, puntualità e rigore;  ai sempre disponibili collaboratori scolastici che si sono adoperati in tante occasioni anche ben al di là degli obblighi di servizio.

Un saluto riconoscente va al Presidente e i membri del Consiglio di Istituto, agli operatori dei servizi socio-sanitari del territorio, ai consulenti e ai collaboratori esterni e, naturalmente, alle famiglie.

Ringrazio e saluto gli amministratori e i responsabili delle istituzioni, in primo luogo il Sindaco del Comune di Caluso, l’architetto Maria Rosa Cena, con la quale la collaborazione è stata attiva e cordiale, la sig.ra Bonometti, fedele, attenta, premurosa e disponibile collaboratrice; la sig.ra Bonometto e tutto lo staff del CISSAC per l’inestimabile contributo, i sindaci dei comuni vicini: il sindaco del comune di Mazzè, Marco Formia grazie alla cui cooperazione siamo risusciti a realizzare la prima parte del progetto sul bullismo e cyberbullismo; il sindaco del comune di Vische, Federico Merlo; il sindaco del comune di Villareggia, l’architetto Fabrizio Salono; il sindaco del comune di Barone, Alessio Bertinato, il sindaco di Candia, Mario Mottino, tutti con il loro lavoro hanno contribuito e contribuiscono alla crescita civile e culturale della comunità̀ scolastica.

Infine, ma non per ordine di importanza, gli assessori, il Comandante e il corpo dei vigili urbani, il Comandante e i carabinieri di Caluso, nonché́ il personale degli uffici comunali e della proloco di Caluso, nelle figure di Caterina Pistono e Patrizia Gareffa, le responsabili dell’associazione “Vivi la biblioteca, il presidente, Annamaria Gifuni, la vice, Mirella Pisi, e la segreteria, nella persona della sig.ra Umbretta Ferioli, che operano da vent’anni sul territorio con l’obiettivo di “infondere cultura”.

Il mio pensiero riconoscente va anche a don Loris, guida spirituale di questa comunità̀, per la disponibilità̀ e la collaborazione mostrata.

Ai bambini e ai ragazzi corre il mio saluto e pensiero finale. Gli studenti mi hanno insegnato molto; hanno sempre qualcosa da insegnarci, loro! Imparare dai nostri ragazzi significa impegnarsi per conseguire un dialogo e una relazione personale basata su uguale dignità. Ogni giorno loro cercano di definire i propri limiti e le proprie responsabilità personali, e i genitori, in particolare, ma tutte le figure adulte di riferimento, in generale, devono scavare sempre più a fondo per cercare delle nuove risposte in luogo di quelle scontate e preordinate. Nonostante la loro superficie acerba e ruvida, il loro atteggiamento scostante e il loro “imbarazzante” silenzio, gli adolescenti sono vulnerabili come ali di farfalla al sole. 

Cari bambini e ragazzi, la scuola a volte può sembrare noiosa ed inutile ma è uno dei pochi luoghi a disposizione per imparare a vivere in un clima di solidarietà, collaborazione e rispetto reciproco, ed è un luogo dove potete sperimentarvi, sbagliare, cadere e rialzarvi, ricominciare e ricostruire, senza timore, perché sotto di voi c’è un paracadute che cerca di limitare le vostre ferite avendone cura. Ogni azione, però, ha delle conseguenze, di cui dovete imparare ad assumervene la responsabilità. Cioè, dovete cercare di imparare ad avere una risposta abile per le situazioni che a mano a mano vi si presentano. Perciò, abbiate cura e fiducia nei vostri insegnanti che sono pronti, sempre, ad aiutarvi e sostenervi, ma anche a rimproverarvi ed educarvi in questo  vostro cammino irto di esperienze e di difficoltà, ma anche di esperienze meravigliose. Ed è nell’affrontare le difficoltà che si cresce, conoscendo i propri limiti e i propri punti di forza, sui quali dovete puntare per migliorare ed accrescere la vostra autostima. Voi siete bellissimi, tutti e ciascuno di voi, siete unici e ricchi, una bellezza, unicità e ricchezza di cui non siete ancora consapevoli. Fate in modo che tutto questo fiorisca!

Grazie a tutti, per la fiducia concessa e per avermi dato l’onore di poter dirigere, anche se per poco, la vostra scuola.

Con immensa stima, affetto e gratitudine,

Antonella Barbato.